Contenuti per adulti
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Un campo di grano.
Le spighe, mosse dal vento,
brillano come diamanti al sole.
Passo dopo passo, cerco di non calpestare
gli accenni di verdi germogli che sanno di autunno.
Un rigoglioso sentire,
quello del vento che arriva da nord.
Freddo.
Respiro.
Mi fermo
e, col naso all’insù,
intravedo le nuvole avvicinarsi lente.
La brezza diventa più forte
e sembra quasi una danza divina.
L’ammiro da quaggiù.
Il cielo diventa più scuro.
Decido, con passo più svelto,
di cercare un riparo.
Un temporale in lontananza.
Fulmini che interrompono il buio per un istante.
Sul mio viso, una goccia,
come rugiada sull’erba di fine settembre.
La pioggia comincia a scrosciare sempre più forte,
ma non so il perché.
Mi fermo.
Decido di farmi baciare dall’acqua.
Chiudo gli occhi.
Rivedo un ricordo.
Forse ero bambina
o una giovane adulta.
Non so.
È tutto sfocato,
fino a quando non vedo chiaramente
mio padre che mi viene incontro,
in quello stesso campo,
ma rigoglioso.
Riesco a ricordare i profumi dei fiori appena sbocciati,
l’odore dell’erba,
l’odore dell’abbraccio di mio padre,
i suoi occhi che mi sorridono.
Quanto sembra tutto ancora così vero.
Fa male.
Non resisto.
Riapro gli occhi,
esausta e fradicia.
Riprendo la mia corsa.
Non so se troverò riparo.
Forse dalla pioggia sì,
ma dai ricordi no.